L’archivio a colpo d’occhio

Il problema
Gli archivi storici possono essere di un disordine che scoraggia. Il Mediceo del Principato dell’Archivio di Stato di Firenze ne è l’esempio perfetto: solo una piccola parte del fondo è inventariata, e molti documenti sono sparsi senza ragione apparente in più di 6.500 volumi. Come se non bastasse, l’archivio consente di consultare soltanto un numero limitato di volumi – o filze, come si dice a Firenze. In tempi normali il limite è di 4 filze al giorno; in tempo di pandemia è sceso a 4 ogni due settimane. In mancanza di inventari dettagliati, la mole dell’archivio obbliga chi vi fa ricerca a escogitare strategie per arrivare in fretta ai documenti che cerca.
La soluzione
C’è chi si affida al caso, e chi prova a fare congetture ragionate su cronologia, destinatari, autori, provenienza del fondo, lingua e via dicendo. Ma guardare tutte queste variabili insieme può far emergere regolarità inattese nella struttura dell’archivio e affinare le congetture. La mia esperienza dice che i metadati che i ricercatori raccolgono di solito in un foglio di calcolo, una volta messi in grafico, aiutano sensibilmente a orientarsi in archivio: si sa dove si è, e che cosa si sta cercando.
L’esperimento
La mia ricerca attuale verte sulla corrispondenza di una spia del Cinquecento. Le sue lettere sono disperse in centinaia di filze: scritte sotto identità diverse, a destinatari diversi e talvolta inaspettati, da luoghi diversi, e così via. Per individuare le filze in cui è più probabile trovarle, ho messo in piedi una dashboard, cioè un’applicazione web di visualizzazione interattiva dei dati (Plotly Dash) che collega informazioni di ogni genere – geografiche, cronologiche – a un diagramma gerarchico (sunburst) del fondo archivistico. A colpo d’occhio la dashboard mi dice che cosa è già stato trovato, quanto pesa sul totale, e mi dà un’idea approssimativa di dove potrei cercare lettere nuove. Cliccando su una variabile, poi, tutti i diagrammi si aggiornano e mostrano le correlazioni corrispondenti.
Prossimi passi
Ma forse la cosa più importante è che la dashboard può trasformarsi in un indice visivo. Quando l’edizione critica delle lettere sarà online, farà da porta d’ingresso alternativa, da cui i lettori potranno esplorare i dati. Per ragioni di riservatezza al momento posso mostrare soltanto una schermata parzialmente oscurata, ma l’anno prossimo pubblicherò la dashboard completa; nel frattempo sarà presto disponibile un prototipo. A presto!
